Cristiano Pomante Quartet – La Storia (2015) [e-Onkyo FLAC 24bit/96kHz]

Cristiano Pomante Quartet – La Storia (2015)
FLAC (tracks) 24 bit/96 kHz | Time – 54:12 minutes | 1,07 GB  | Genre: Jazz
Studio Master, Official Digital Download  | Source: e-Onkyo | Booklet, Front Cover | © Alfa Music

Sette tracce – sei originali e la rilettura di Juju di Wayne Shorter – compongono La storia, il disco di esordio del vibrafonista Cristiano Pomante. Il leader, sia pure in maniera rilassata, tiene sempre sotto controllo la misura dei passi da compiere: riesce, così, a garantire una fluida scorrevolezza ai cinquantaquattro minuti di musica e a rispettare le tradizioni del jazz.
Se certe soluzioni possono rimandare alla fusion, tanto le atmosfere innescate dall’incontro di chitarra e vibrafono, quanto la morbidezza delle linee scelte da Michele Tacchi al basso elettrico e da Alessandro Rossi alla batteria aggiungono altre possibilità al quartetto. La coesione del quartetto e le singole qualità tecniche sganciano i brani dai riferimenti più riconoscibili e immediati. Il quartetto è formato da musicisti giovani ma già in grado di esprimersi con pertinenza e maturità espressiva. Le composizioni hanno un respiro ampio e sono condotte con passo solido e sicuro: certo, oggi come oggi, non è facile proporre qualcosa di completamente nuovo, ma i nostri cercano di mettere in luce spunti personali o meno consueti.
Se il titolo del disco può apparire importante, ingombrante persino, le sette tracce riflettono invece una disposizione attenta da parte dei quattro e presentano le qualità di un progetto musicale efficace e di buone prospettive.

La Storia narrata dal giovane vibrafonista appare un incontro con nuove proposte culturali più che un semplice sguardo al Passato, concetto del resto intrinseco al senso usuale della parola. Quando di essa si parla, raramente ci si rende conto che nell’Arte esiste anche una percezione del Divenire del Tempo, che è ben altra idea: il Futuro della Storia.
Sicuramente Cristiano Pomante guarda indietro ed osserva ciò che è stato, ed adatta ognuno a riflettere sulla corposa discografia delle Blue Notes dagli anni 50 ai 70, ma la sua è una poetica in risposta alle estetiche del jazz, distinta tanto dal vigore della ricerca quanto dall’assoluta dedizione ad un Suono raffinato, morbido, profondo , in diretto contatto con una delicata sensibilità armonica e una sincera cura per la misura dell’esecuzione.
Cool e West Coast, sincretismi New Age e Fusion contemporanea, un fisiologico trait d’union con Pat Metheny, Lyle Mays e Gary Burton, sono climi di un percorso narrato con un forte senso di “quieto entusiasmo” che induce il Quartetto a lasciarsi guidare dall’Intuizione e dal buon gusto verso le direzioni indicate da un Modern Jazz introspettivo (“La Storia”), ancor che dalle linee melodiche sudamericane ecletticamente equilibrate dalla chitarra di Marco Giongrandi (“Wait”) , dalle ombre intimiste (“Illusion”), dalle versatili ibridazioni seguite con compostezza dalla ritmica di Michele Tacchi e Alessandro Rossi (“Maybe”), dal magico “Juju”, personale richiamo non tanto alla musica popolare nigeriana quanto al lirismo evolutivo dell’omonimo splendido disco di Wayne Shorter con McCoy Tyner, Reggie Workman ed Elvin Jones(Blue Note 1964).
Se è vero che nella musica le Note essenziali sono anche quelle più naturali ed autentiche, possiamo riconoscere nell’album i punti cardine della Qualità e dell’equilibrio emotivo in antitesi con i valori fatui della Retorica dello Status artistico o del semplice Piacere musicale, pagine fluide che vibrano fra l’anima di chi suona e di chi ascolta. –Fabrizio Ciccarelli

Tracklist:
1 La Storia 9:33
2 Wait 5:55
3 Maybe 5:35
4 Illusion 9:14
5 Primavera 9:20
6 Unknown 7:17
7 Juju 7:15

Personnel:
Cristiano Pomante, vibraphone
Marco Giongrandi, guitar
Michele Tacchi, electric bass
Alessandro Rossi, drums

Download:

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